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Quando le bugie diventano verità

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[image:image-0]Quando le bugie diventano verità "Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità" (J.Goebbels)  La propaganda nazista riusci ad ammaliare un'intera generazione applicando questo principio diabolico. Il controllo delle menti avviene attraverso la manipolazione delle masse. E' un vero e proprio processo "idealizzato e attuato" dai poteri occulti, che attraverso i social media, oggi è più che mai fattibile attraverso l'uso e abuso della tecnologia di massa. E' un vero e proprio "viaggio delle idee" che tende a "normalizzare" e rendere accettabile un tabù (cosa inaccettabile).

C’è un modello d’ingegneria sociale, The Overton Window («La finestra di Overton»), creato negli anni ’90 da Joseph P. Overton (1960-2003), l’ex vice-presidente del centro d’analisi americano Mackinac Center For Public Policy. Questo modello descrive i passaggi, le “finestre”, attraverso cui passano idee e concetti che inizialmente risultano totalmente inaccettabili: grazie al lavoro di politici, economisti, (pseudo)scienziati, opinion makers, e ovviamente grazie ai media, si modifica l’opinione pubblica e quelle idee e quei concetti e quelle pratiche diventano gradualmente accettabili e poi vengono legalizzati.

Insomma, una nuova idea, inizialmente impensabile (inaccettabile, vietata), pian piano può divenire vietata, ma con delle eccezioni, poi accettabile per alcuni, poi sensata, quindi diffusa (socialmente accettabile) e infine legalizzata(consacrata nella politica statale).

[image:image-1]Prendiamo, ad esempio, il matrimonio gay. Per secoli e secoli l’idea del matrimonio tra le persone dello stesso sesso si trovava all’interno della prima “finestra”, la zona vietata: la società non poteva accettare l’idea di matrimonio tra le persone dello stesso sesso. Grazie all’influenza dei media i matrimoni gay sono diventati prima accettabili, con certi limiti (unioni civili), poi totalmente accettabili e legalizzati (adozione e utero in affitto compresi).

Lo stesso cammino hanno fatto il divorzio e l’aborto, stanno facendo la liberalizzazione della droga e l’eutanasia…

Il regista russo Nikita Sergeevič Michalkov ha fatto un esempio paradossale, ma che rende bene  l’idea, immaginando di vole sdoganare il cannibalismo.

- Fase 0: inaccettabile. Non se ne parla proprio, neanche sulla stampa.

- Fase 1: Si comincia a dire che non ci deve essere alcun tabù. Comincia qualche dibattito in convegni d’elite dovestimati scienziati cominciano a accennare che dal punto di vista scientifico la cosa sarebbe teoricamente fattibile (salutare, economica… o altro).

Intanto si costituisce l’«Associazione dei cannibali oltranzisti», che cominciano ad avere una certa risonanza mediatica.L’argomento non è più un tabù e se ne comincia a parlare. Si comincia a sfaccettare il problema a vedere la cosa da vari punti di vista.

- Fase 2: Il cannibalismo comincia ad essere accettabile. La neolingua crea termini eleganti: non si parla più di “cannibalismo”, e poi neanche più si dirà “antropofagia”. Magari si comincerà a parlare di “gusto per l’umano”, o addirittura “antropofilia”. E poi “antropofili” sostituirà “cannibali”.

Intanto si crea un precedente storico, un fatto mitico, reale o inventato, ma, tale da contribuire alla legittimazione di un’idea inaccettabile: per esempio la storia di quel malato che si è salvato, è guarito ecc. mangiando carne umana, di quel popolo antico, saggio, stimato… che mangiava carne umana…

- Fase 3: Altra finestra: dal campo «inaccettabile» a quello «ponderato-razionale», il cannibalismo diventa una «necessità biologica», dovuta a una predisposizione genetica. O in caso di «insuperabili circostanze» (per es una carestia), un essere umano deve avere il diritto alla libera scelta: chi non è “antropofilo” diventa “antropofobo”.

- Fase 4: Nella finestra precedente, l’idea del cannibalismo è divenuta in alcuni casi sensata. Ora diventerà diffusa(socialmente accettabile). Si creano polemiche non solo sulle storie inventate o reali del passato, ma su casi concreti reali che hanno risonanza mediatica. L’antropofilia comincia a essere dibattuta in massa nei notiziari, nei talk-show, nel cinema, nella musica pop e negli spot pubblicitari. Si cominciano a scoprire personaggi pubblici, VIP , artisti stimati che sono antropofili… Ma quanti sono gli antropofili? Ma ce ne sono molti più di quanti pensiamo…

- Fase 5: Ora è il momento di farne un tema diffuso: la cosa è d’attualità, riprodotta continuamente dai media, acquisisce un’importanza politica. I cannibali vengono “umanizzati”: sono persone creative, sono belle-buone-brave, vittime di un’educazione sbagliata (magari perseguitate per colpa di stereotipi…) oppure sono nate così, per natura: «chi siamo noi per giudicare»? Lasciamoli liberi di vivere la loro condizione, per il principio di uguaglianzae non discriminazione. Se loro mangiano carne umana che male fanno a te? Tu puoi continuare a mangiare pollo o anche essere vegetariano…

- Fase 6: Da «tema diffuso», il cannibalismo passa sul piano della «legalizzazione». Si pubblicano ricerche sociologiche e statistiche sulla bontà della cosa e sulla sua diffusione. Bisogna accettare gli antropofili. Se ne parla nelle scuole e negli asili nido, fin da piccoli s’impara ad accettare l’idea che si possa mangiare carne umana.

[image:image-2]"Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità" (J.Goebbels) Una verità. Ma è una verità che non libera; al contrario è una verità che deruba, uccide e distrugge la dignità e la persona umana. A queste umane verità, si contrappone  e si eleva la Verità.
La Verità che dà Vita in abbondanza, la Verità che rende liberi (Gv 8,32)

Tutto è Possibile a chi crede

Roberto Aita






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