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Caco: l’inganno delle nuove parole

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Pubblicato da in Le Riflessioni · 21 Luglio 2018
Tags: ingannodellenuoveparoleRobertoAitaGermissionDioNuovoTestamentocredentifigliodiDioKakosThanatospiùfurbiMosè
“Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro.  Guai a coloro che si credono sapienti e si reputano intelligenti” (Is 5,20-21)
In questa nostra società ipocrita e perbenista, lo Stato scrive su ogni pacchetto di sigarette frasi tipo: “ Il fumo fa male al bimbo che porti in grembo” e poi lo stesso Stato concede il “diritto” di eliminare fisicamente quel bimbo attraverso l’aborto. Non è un omicidio è semplicemente una IVG (interruzione volontaria di gravidanza). L’inganno delle parole.
Se si vuole procedere a una IVG in modo rapido, si ricorre alla RU486 (la pillola del giorno dopo) che uccide quell’embrione (grumo di cellule) appena formatosi, senza conseguenze.
Dal greco “eu” (buona) e “thanatos” (morte) sta avanzando il diritto dell’eutanasia (buona morte). Buona non si sa, ma lenta certamente per “interruzione dei sostegni vitali”. L’inganno delle parole. Forse si potrebbe chiamare cacotanasia, dal greco “kakos” (brutta, cattiva) e “thanatos” (morte)
Poi la GPA (gestazione per altri), utero in affitto. Si firma un contrattino con la madre gestante dove è spiegato bene il compenso e i tempi di consegna del prodotto. Tra le clausole anche un diritto di recesso (aborto) nel caso il bambino si presentasse difettoso…Questo apre la strada alla possibilità di coppie gay di “adottare” un bimbo (o comprare?). L’inganno delle parole.
E cosi via in tante altre situazioni.Ci si auto-inganna credendosi più furbi di Dio, senza esserlo. Anche tra i credenti si è diffuso il morbo del “faccio quello che voglio, tanto Dio è buono”. I credenti che parlano di perdono, ma non perdonano. Parlano di unita e invece dividono. Parlano di parole positive e invece calunniano. Parlano…parlano…parlano, ma non fanno. La loro vita parla più forte delle loro parole. L’inganno delle parole.
Costoro si auto-ingannano pensando che il Dio nel Nuovo Testamento sia diverso da quello del Vecchio. Cosi invocano permanentemente un Dio buonista della misericordia, escludendo che Dio è giusto : Quando qualcuno ha violato la legge di Mosè, viene messo a morte senza pietà sulla parola di due o tre testimoni. Di quanto maggior castigo allora pensate che sarà ritenuto degno chi avrà calpestato il Figlio di Dio e ritenuto profano quel sangue dell'alleanza dal quale è stato un giorno santificato e avrà disprezzato lo Spirito della grazia? Conosciamo infatti colui che ha detto: A me la vendetta! Io darò la retribuzione! E ancora: Il Signore giudicherà il suo popolo. È terribile cadere nelle mani del Dio vivente! (Eb 10,28-31)




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