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Messaggio di Gesu’- La maledizione dei cristiani

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Pubblicato da in Le Riflessioni · 7 Ottobre 2018
Tags: RobertoAitaGesùRivelazioniMonitoAppelloForzaAmarmi
Messaggio di Gesu’- La maledizione dei cristiani

È giunto infatti il momento in cui inizia il giudizio dalla casa di Dio (1Pt 4,17)
All’alba ho percepito nel mio cuore la Sua Voce. Inconfondibile. Parole che hanno toccato profondamente il mio cuore e poi le mie orecchie. Parole che non mi è facile ripetere per iscritto.  Ma quando Lui mi dice: queste Mie parole scrivile e condividile con piu’ persone possibili, tutte quelle a cui Io ti invio, allora Gli obbedisco e le scrivo. Le condivido con te.
Questo Messaggio parte da una Rivelazione (1), a cui segue un Monito (2) e si conclude con un Appello (3)

Rivelazione di Gesu’ (1)
Ti do’ la mia Forza per liberare i prigionieri. Uomini e donne che dicono di amarMi ma sono sotto maledizione. Pensano di essere Miei, ma io non li conosco.

Mia riflessione profetica
Molti credenti credono erroneamente che le maledizioni siano prerogativa del Vecchio Patto (la Legge mosaica) e non del Nuovo Patto (Gesu’). Ma non è cosi’. I credenti si auto-espongono alla maledizione quando non perdonano (Mt 6,12; Lc 11,4):
rimetti a me  i miei debiti (perdonami quando pecco con Te Padre)
come (allo stesso modo; nella stessa misura)
io li rimetto ai miei debitori (perdono chi pecca contro di me)
Versetti simili confermano questa verità, cioè il fatto che i credenti in Gesu’ possono attirare sulla propria persona delle maledizioni: possono a loro volta “crocifiggere di nuovo Gesu’ ”  (Eb 6,6-8) oppure mangiare e bere “la propria condanna” (1Cor 11,27-29). Non riconoscere il “Corpo di Cristo” è fare del male (danneggiare, criticare, mormorare, perseguitare) altri credenti che sono parte del Corpo (1Cor 12,15-27) e rivela quanto questi credenti vivano nella menzogna: “Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede” (1Gv 4, 20-21).
Sintesi. Chi non perdona adesso (non rimette il debito) non è perdonato adesso da Dio. Non godendo del perdono di Dio, è sotto maledizione.

Monito di Gesu’ (2)

Avvisali. Non avere paura. Molti non ti crederanno perché preferiranno auto-assolversi e non convertirsi davvero. Chi non ascolterà le Mie Parole, non dimora in me. Dicono di essere nella Mia Chiesa, ma Io non li conosco.

Mia riflessione profetica. Molti credenti privilegiano la “forma” alla “sostanza”, cioè al “cuore”. “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuore è lontano da me” (Mt 15,7-9). Altri privilegiano la propria “sana dottrina” esclusiva e divisiva. Dottrine diverse, credo diversi, denominazioni diverse, interpretazioni diverse con una caratteristica triste che accumuna “ho la verità”. Da questo nascono divisioni, contrasti, conflitti, emarginazioni che sono propri del diavolo (divisore). Tutti pensano di avere piu’ conoscenza e possedere piu’ verità degli altri per cui si gonfiano e si dividono:  “La conoscenza gonfia, l’amore edifica” (1Cor 8,2-3)  Ma dimenticano che non è sulla “conoscenza” o sulla “fede” o su altro che siamo qualcosa dinanzi a Dio : “Senza Amore non sono nulla” (1Cor 13,1-7). Chi vive cosi’ non è da Lui conosciuto (Mt 7,21-29)
Sintesi. Chi non vive adesso la “comunione” con gli altri credenti, vive una fede formale e apparente, ma lontana col cuore da Dio. Per questo divide, separa, emargina (compie “mutilazioni” al Corpo di Cristo). Parla di perdono, ma non perdona. Parla di amore, ma non ama.  Parla di unità, ma separa e divide.

Appello di Gesu’ (3)

Tu muoviti per primo. Agisci sulle Mie Parole. Chi ti ascolterà, agirà. Chi agirà ascolterà Me. Chi non agirà, sarà sordo alle Mie Parole e persevererà nell’ inganno del maligno. Io non li riconosco e non li riconoscero’.

Mia riflessione profetica. Il Signore chiede a me, per primo di agire. Lo ascolto. Non so se altri accoglieranno questo appello, ma io lo accolgo. Contattero’ ogni persona con cui credo di avere dei “conti in sospeso” e chiedero’ perdono. Desidero vivere da “pienamente riconciliato” con tutti, almeno per quello che mi riguarda e non rimarro’ ferito dai rifiuti  (Rom 12,17-21). Non andro’ davanti al Signore senza aver cercato la piena riconciliazione (Mt 5,23-24). Sono consapevole che sarà misurato a me come io misuro gli altri (Mt 7,1-2). Non mi accontento di essere tra i molti chiamati, ma desidero essere tra i pochi Tuoi eletti (Mt 22,14. Mi ravvedo e desidero compiere (realizzare) le opere (azioni) che il Signore mi chiama a compiere col Primo Amore (Ap 2, 4-5)
Sintesi. Se io non agisco adesso, per primo, sono sordo alle Sue Parole. Non posso andare davanti al Signore senza “ricevere perdono” e “dare perdono”.  Sono giudicato da Te, cosi’ come giudico gli altri. Sono separato da Te cosi’ come separo gli altri da me. Sono diviso da Te, cosi come mi divido (diavolo) dagli altri.

Considerazione finale
La mia preghiera e il desiderio del mio cuore è che questa RIVELAZIONE, questo MONITO e questo APPELLO siano accolti dal mio cuore e dal tuo cuore. E’ questione di Vita o di Morte:  E' lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita” (Gv 6,63)

Roberto Aita



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