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Web dipendenza e...Digiuno Tecnologico

GerMission- Associazione Gesù è risorto
[image:image-0]Ormai è un fenomeno che sta contagiando un po' tutti: i bambini e genitori web dipendenti . Li chiamano generazione 2.0, forse siamo già alla generazione 3.0 .  Il vero problema è quello che sta coinvolgendo la nostra società rendendola in tutto dipendente, come comunicazione, dal web e dai social network . L'unica comunicazione, quella autentica, quella all'interno del nucleo famigliare, sta invece regredendo.
Una volta per i bambini c’erano le bambole, il pallone, le macchinine. Tanti stavano con i nonni e apprendevano la manualità nello svolgere alcuni lavoretti, ad esempio raccogliere la verdura, bagnare le piante, dar da mangiare agli animali da cortile.
Altri bambini sviluppano interessi per il disegno o la lettura.
Oggi alcuni bambini non sanno neanche che le mele si raccolgono dal melo, ma pensano che crescono nel supermercato, o tante altre assurdità .
Poi dagli anni '80  si è fatta largo un’altra tipologia di gioco in grado stimolare allo stesso modo la mente dei bambini: i videogames. L’ultima grande rivoluzione nel tempo libero dei più piccoli, infine, è stata l’arrivo di internet: i ragazzi oggi trascorrono molto tempo online davanti al pc, allo smartphone o al tablet. L’imperativo è partecipare, condividere le proprie esperienze, in due parole “essere social”.
Ma quali sono veramente gli effetti e i danni che sta provocando questa voglia di essere social?   I dati non sono molto confortanti; infatti da uno studio condotto dalla Commissione europea su 25mila giovani, si scopre che il 77% dei ragazzi tra i 13 e i 16 anni gestisce un profilo su un social network. Nonostante Facebook, il più popolare, vieti l’iscrizione (comunque facilmente aggirabile) ai minori di 13 anni, il 38% di quelli fra i 9 e 12 sono già utenti del web 2.0. E gli effetti quali sono? Non proprio positivi. Secondo una ricerca 2013 dell’Osservatorio SIP (società italiana di pediatria), dal titolo “Abitudini e stili di vita degli adolescenti italiani”, la “dipendenza” da internet dei giovani condiziona i loro aspetti comportamentali: si scopre che chi naviga più di tre ore al giorno (il 21,3%), ha abitudini alimentari peggiori, ne ha altre poco salutari come fumare o bere alcolici, legge poco e a scuola ottiene voti mediocri.
Senza contare le alterazioni caratteriali con scatti d'ira, problemi di insonnia, e penso che con il tempo  usciranno altre patologie..

I VERI RISCHI....
Sicuramente Internet porta tanti vantaggi, ad esempio permette di comunicare tramite Skype con persone care che sono lontane, offre la possibilità di effettuare ricerche in maniera autonoma, ma cela anche molti pericoli :

la condivisione e la diffusione di informazioni personali e foto. Lo fa il 55% degli adolescenti senza rendersi conto del pericolo di furto d’identità e adescamenti
il social network può utilizzare i dati dei minori per scopi commerciali, con un conseguente bombardamento pubblicitario
la “dipendenza”: i ragazzi, dopo avere iniziato a utilizzarli, non riescono più a fare a meno dei social
I POSSIBILI RIMEDI....

In rete, sui giornali o su altri media si leggono tante notizie e consigli su come arginare o cercare di accompagnare i figli nel loro percorso alla scoperta di internet e dei social network.
Da parte mia ho letto tantissime soluzioni, ve ne elenco alcune :

  • Ad esempio si consiglia di aprire un profilo sui social con il nome del genitore
  • Per i ragazzi più grandi si consiglia ai genitori di diventare amici o followers dei propri figli
  • altro consiglio è quello di utilizzare il pc insieme e condividere questa esperienza

[image:image-1]Vi rubo due minuti per raccontarvi un po' di me. Da più di vent'anni lavoro nel settore tecnologico, vedi il mio Blog  www.brunopramaggiore.net , quindi sareste tentati di dirmi: senti da che pulpito arriva la predica!  Ma per me il pc, il tablet, lo smartphone sono solo degli ATTREZZI DA LAVORO, come la cazzuola per il muratore, il telaio per il tessitore, ecc.. Io con gli strumenti tecnologici ci lavoro e basta. Non passo ore e neanche secondi del mio tempo libero su Whatsapp ( non ce l'ho ), o sui social network..
Ho una bimba di 5 anni e lei da quando ha due anni gli ho spiegato che tutto quello che ha il papà serve esclusivamente per il lavoro.  Ha molti compagni di Asilo che hanno il Tablet, fanno i giochi su Facebook, o passano ore a giocare o vedere video su Youtube con tablet o pc.  Quando Elisa mi chiede: posso usare il Tablet?  La risposta è: " No, perché serve per lavoro. Se vuoi giocare facciamo un disegno o giochiamo con un gioco da tavolo".  Le uniche volte che si avvicina al pc è per vedere le fotografie o video girati durante le feste o vacanze.

Voglio ricordare che i genitori sono l'esempio per i propri figli, quindi i bambini vedono gli atteggiamenti degli adulti e tendono a copiarli. Ad esempio se i genitori sono sempre attaccati allo smartphone o al tablet, di conseguenza anche i figli vogliono utilizzare questi strumenti.
Vi vorrei invitare a una particolare iniziativa, il DIGIUNO TECNOLOGICO. Scegliete voi un giorno della settimana in base alle vostre esigenze, staccatevi completamente dai social network, internet e telefonini, dedicate del tempo ai vostri cari e alle relazioni personali con chi vi sta accanto... vedrete che alla fine della giornata vi sentirete appagati .

E tu cosa ne pensi ? Lascia un tuo commento, la tua opinione per noi è preziosa .

Tutto è possibile a chi crede

Bruno Pramaggiore



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