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Dio e il denaro

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Pubblicato da in Le Riflessioni · 1 Aprile 2018
Tags: RobertoAitaDioeildenaroParoladiDioBibbiabeneeilmaledenaroinnonèunbeneunmaleGesù
[image:image-0]Uno degli errori più comuni tra i credenti è quello di pensare che il denaro in sé è un male (anche se poi all’atto pratico non possono farne a meno!). Ma la Parola di Dio ci ricorda che: “L’amore per il denaro è la radice di tutti i mali” (1Tim 6,10). Molti non conoscono la Bibbia. Ma tra quelli che la leggono molti non credono ciò che la Bibbia dice, ma credono ciò che per loro è meglio credere. Questo è tipicamente frutto dei pregiudizi mentali e delle umane tradizioni che si sono depositate nei secoli nelle menti dei credenti e non.

Il denaro in sé non è né un bene, né un male. Il denaro dipende solo da chi lo possiede e come si decide di usarlo. Il denaro in sé è completamente sottomesso a colui che lo gestisce. Il denaro in sé è pronto a fare del bene o del male secondo le decisioni di chi lo governa. Il denaro esprime semplicemente quello che è nel cuore di colui che li possiede. Il denaro non è un male in se stesso!

Il denaro in sé non è né un bene, né un male. Il denaro dipende solo da chi lo possiede e come si decide di usarlo. Il denaro in sé è completamente sottomesso a colui che lo gestisce. Il denaro in sé è pronto a fare del bene o del male secondo le decisioni di chi lo governa. Il denaro esprime semplicemente quello che è nel cuore di colui che li possiede. Il denaro non è un male in se stesso!Se i soldi non fanno la felicità, figuriamoci la miseria! Il denaro è uno strumento meraviglioso nelle mani di persone rette che aiutano e sostengono il prossimo, che forniscono ai bisognosi gli “strumenti” culturali e formativi per creare benessere. Il denaro è un mezzo straordinario per fondare missioni, per evangelizzare,  per  benedire  a  tutti  i livelli  la vita  di molte persone in tutto il mondo.

Al contrario il denaro diventa pericoloso quando colui che lo possiede, ne viene posseduto! Come in tutte le cose della vita, anche per il denaro vige il Principio del Dominio e della Sottomissione. O sei tu a dominare il denaro e lui ti è sottomesso, o al contrario è il denaro a dominare te e tu gli sei sottomesso. O il denaro è posto al tuo servizio, oppure sei tu a esserne servo e schiavo. Gesù dice: “Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perché là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore” (Mt 6,19-21)

Il denaro in sé non è una garanzia di felicità e lo vediamo ogni giorno. L’aver accumulato denaro con l’idea che questa sia la condizione per essere felici è una menzogna evidente. Anche i ricchi commettono suicidio; anche i ricchi sono depressi e ricorrono a massicce cure psicologiche e psichiatriche; anche i ricchi hanno seri problemi familiari, alcoolismo, droga e preoccupazioni finanziarie (per gestire al meglio ciò che hanno accumulato!).

Il denaro da sé non assicura la felicità, ma aiuta! Non è vero che la povertà in sé sia cosa buona! Non c’è niente di sacro, di santo o di allegro nella povertà in sé. Se è vero che la felicità non ha nulla a che vedere con la presenza o l’assenza di cose materiali, è altresì vero che l’infelicità scaturisce anche dalla mancata soddisfazione dei beni materiali. “Uno della folla gli disse: «Maestro, dì a mio fratello che divida con me l'eredità».Ma egli rispose: «O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?».E disse loro: «Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell'abbondanza la sua vita non dipende dai suoi beni». (Lc 12,13-15)

E’ la cupidigia del denaro, la bramosìa dell’arricchire, l’attaccamento ai soldi che Gesù condanna non il denaro in sé. Gesù e tutta la Parola di Dio mai condannano il denaro in sé, ma ne condannano l’uso improprio e l’attaccamento che schiavizza la persona. Qualcuno ha detto che: Se il denaro è lo sterco del diavolo, è un ottimo fertilizzante!

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Tutto è possibile a chi crede

Roberto Aita



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